- La meritocrazia è una balla di Andrea Passador su Substack (10/07/2026)
” Nel 2016 due economisti della Banca d’Italia hanno preso i registri fiscali di Firenze del 1427 e li hanno confrontati con le dichiarazioni dei redditi del 2011. Volevano rispondere a una domanda semplice: in sei secoli, quanto si sono rimescolate le carte? La risposta è che non si sono rimescolate. Le famiglie più ricche di Firenze, oggi, portano gli stessi cognomi delle famiglie più ricche del 1427. […] L’OCSE ha misurato quanto impiega un bambino nato in una famiglia povera in italia a raggiungere il reddito medio. Cinque generazioni. Centoventicinque anni. Ovverosia, se nasci povero, statisticamente, il reddito medio nella tua famiglia non lo raggiungerà nè tuo figlio nè tuo nipote, ma addirittura il tuo trisnipote. E veniamo alla parola, perché qui la storia diventa quasi comica. “Meritocrazia” non è il frutto della mente di un economista rampante né di un guru del self improvement americano. L’ha inventata nel 1958 un sociologo inglese, Michael Young, in un libro intitolato L’avvento della meritocrazia, unendo merito e crazia, ovverosia potere al merito. Potere che sfocia in dittatura. Era infatti un romanzo distopico, alla 1984, ambientato in un futuro in cui il merito è il metro di misura della società. Se hai un quoziente intelletivo alto e ti impegni vieni premiato, altrimenti diventi feccia. Per lui la meritocrazia era un incubo, ma Young ha vissuto abbastanza a lungo da vedere questo incubo trasformato in una sorta di poster motivazionale. Nel 2001, ottantacinquenne, scrisse un articolo intitolato letteralmente “Abbasso la meritocrazia”, supplicando i politici che usavano il termine che lui stesso aveva inventato di smettere di utilizzarlo con accezione positiva. Young aveva descritto una distopia ma tutti gli altri l’avevano scambiata per un programma elettorale.”
- Uscire dalla gabbia della normalità di Elisabetta Nardin e Gregorio Carolo. Intervista a Miguel Benasayag su Jacobin Italia (21/02/2026)
“Come psichiatra clinico, ascoltando i miei pazienti, spesso il lavoro diventa un inferno: tutte le problematiche che emergono – come, ad esempio, il bullismo – sono legate al fatto che al lavoro viene attribuito un sovrainvestimento simbolico: il lavoro diventa ciò che dà senso alla vita, e così le persone si trovano sempre più senza difese, senza alcuna distanza da esso. Si perde la capacità di distinguere tra lavoro e attività, dove per attività intendo tutto ciò che ha a che fare con i desideri, le passioni, ciò che nasce da un movimento interiore. Il lavoro, invece, porta spesso al disagio, perché si pensa che l’unica cosa che conti sia essere funzionali.”
“But what we observe in the United States is more sophisticated than what we fought in the Global South. In the Philippines under Rodrigo Duterte, we watched a leader weaponize social media to bypass traditional institutions, creating a parallel reality where journalists and critics were branded “enemies of the people”, and facts became meaningless. This report, originally compiled in the spring of 2025, documents the installation of that machinery.”
- Supermercati PAM: finti furti per ingannare i cassieri, chi non li scopre è licenziato di Stefano Baudino su L’Indipendente (25/11/25)
“Tre dipendenti della catena Pam sono stati licenziati dopo non aver superato il cosiddetto “test del carrello”, una verifica a sorpresa in cui ispettori interni, travestiti da clienti, nascondono prodotti nel carrello per simulare un furto e controllare se il cassiere lo segnala. Il caso ha coinvolto un 62enne impiegato in un punto vendita del centro commerciale Porta Siena e due lavoratori di Livorno con oltre vent’anni di anzianità; tutti sono stati licenziati per «giusta causa» dopo la contestazione disciplinare. […] “«è ormai evidente la volontà dell’azienda di colpire una specifica fascia di dipendenti: lavoratrici e lavoratori con anzianità significativa, età anagrafica elevata, titolari di legge 104 o con limitazioni su salute e sicurezza».”
- La finanziaria della famiglia di Barbara Leda Kenny su ingenere. (24/10/2025)
“La spesa pubblica non è neutra, ma è lo strumento con cui il governo realizza la propria visione di società. E la nuova finanziaria approvata dal governo di Giorgia Meloni premia un numero ristretto di famiglie, eleggendo la casa a miglior luogo di cura, e puntando tutto sul lavoro non retribuito delle donne.”
- La fame come strumento politico di Laetitia Leunkeu su L’Indiscreto (21/07/2025)
“[…] (foto: Men standing with pile of buffalo skulls, Michigan Carbon Works, Rougeville MI, 1892. Burton Historical Collection, Detroit Public Library). Migliaia di teschi ammassati uno sull’altro, come un monumento clamoroso all’annientamento. Questa è una delle immagini più rappresentative della storia americana. Una fotografia in bianco e nero, scattata alla fine dell’Ottocento. Una montagna di crani di bisonte, a testimonianza del potere di chi vi poggia i piedi in cima. I coloni bianchi, nella conquista dell’ovest, avevano capito che questo era l’unico modo per spezzare la resistenza degli indigeni e spingerli ad abbandonare quelle terre. E lo sterminio deliberato di quelle mandrie serviva allora, non solo a distruggere le economie native, ma a cancellare ogni possibilità di sussistenza autonoma. Senza animali da cacciare, senza pelle per coprirsi, senza carne per sopravvivere, i popoli indigeni furono spinti alla resa. […] Chi sopravvive, lo fa spesso non grazie alla giustizia, ma alla carità condizionata. Alla provvisorietà di un aiuto che non modifica le cause strutturali, ma le normalizza. La fame come governance è una gestione del disastro che mantiene il disastro attivo.”
- Il bias di conferma: come ci convinciamo che abbiamo ragione, anche in medicina di Fulvio Laus su Lucy (21/07/2025)
“Ma, a mio avviso, il pericolo maggiore è dentro di noi: il famigerato confirmation bias. Potremmo tradurre la locuzione con “pregiudizio di conferma”. In pratica, siamo portati a confermare un’ipotesi tramite prove a favore, piuttosto che cercare di prendere in considerazione evidenze contrarie. Il confirmation bias tenderà quindi a farmi prendere come buone solo le informazioni che confermano l’idea verso cui sono pregiudizialmente orientato, scartando così ogni ipotesi alternativa. Mi indurrà a ricercare e raccogliere tutti i dati che la supportano, rifiutando o sminuendo le informazioni contrarie.”
- Writing is thinking su Nature (16/06/2025)
“Affidare la scrittura ai modelli linguistici equivale ad AFFIDARE AD ALTRI IL PROPRIO PENSIERO. Scrivere ci obbliga a pensare — non nel modo caotico e non lineare in cui la nostra mente tipicamente vaga, ma in modo strutturato e intenzionale.” (The Culturist)