Autore: Osservatorio pedonale
Osservatorio O.F.W | R di rassegna
Non lo sapevo, ma il termine “marittimo” oltre a essere un aggettivo può assumere la funzione di sostantivo. In quest’ultimo caso, “marittimo” indica genericamente chi lavora nell’ambito della marina mercantile o presso strutture e/o infrastrutture nautiche o portuali. Esso dunque si discosta dal termine “marinaio” proprio per l’ampiezza del suo significato: non solo si riferisce al personale di bordo, ma comprende tutti quei lavoratori e tutte quelle lavoratrici che operano presso i porti sulla terraferma o nei servizi tecnici nautici.
@Rappler ha diffuso la battaglia di un marittimo filippino che – conscio della discriminazione salariale tra lavoratori europei ed extra-europei – ha convinto l’Istituto olandese per i diritti umani a emettere un parere secondo cui tutte le nazionalità a bordo delle navi olandesi devono ricevere parità di retribuzione ed equo trattamento.
Nella lettera interroga così l’Istituto: “per quale motivo percepisco meno della metà dei miei colleghi olandesi? È per la mia provenienza? È a causa del colore della mia pelle?”. Non conosciamo il suo nome, ma – di certo – ne possiede tanti: stando agli ultimi dati (2023) del Consiglio marittimo baltico e internazionale (BIMCO) le Filippine sono il più grande paese fornitore di marittimi al mondo.
© rappler.com
- La notizia: Filipino seafarer wins Dutch equal pay case. But he died before seeing victory di Lian Buan su Rappler (23/08/2025)
B di Blog
A
♦ Ang Dating Pilipinas. Motto: “Dedicated to the history of the Philippines”. Un blog sostenuto da attente e argute riflessioni sulla società filippina. Voto accessibilità: molto alto. L’autrice scrive in lingua inglese.
B
♦ Benzina Zero. Motto “In città l’auto funziona male. Andare in bici, a piedi e con i mezzi è più efficiente e spesso anche più divertente”. Un blog che nasce nel 2013 per promuovere la bicicletta e una mobilità più sostenibile rispetto al modello autocentrico.
R di rassegna
- La fame come strumento politico di Laetitia Leunkeu su L’Indiscreto (21/07/2025)
“[…] (foto: Men standing with pile of buffalo skulls, Michigan Carbon Works, Rougeville MI, 1892. Burton Historical Collection, Detroit Public Library). Migliaia di teschi ammassati uno sull’altro, come un monumento clamoroso all’annientamento. Questa è una delle immagini più rappresentative della storia americana. Una fotografia in bianco e nero, scattata alla fine dell’Ottocento. Una montagna di crani di bisonte, a testimonianza del potere di chi vi poggia i piedi in cima. I coloni bianchi, nella conquista dell’ovest, avevano capito che questo era l’unico modo per spezzare la resistenza degli indigeni e spingerli ad abbandonare quelle terre. E lo sterminio deliberato di quelle mandrie serviva allora, non solo a distruggere le economie native, ma a cancellare ogni possibilità di sussistenza autonoma. Senza animali da cacciare, senza pelle per coprirsi, senza carne per sopravvivere, i popoli indigeni furono spinti alla resa. […] Chi sopravvive, lo fa spesso non grazie alla giustizia, ma alla carità condizionata. Alla provvisorietà di un aiuto che non modifica le cause strutturali, ma le normalizza. La fame come governance è una gestione del disastro che mantiene il disastro attivo.”
- Il bias di conferma: come ci convinciamo che abbiamo ragione, anche in medicina di Fulvio Laus su Lucy (21/07/2025)
“Ma, a mio avviso, il pericolo maggiore è dentro di noi: il famigerato confirmation bias. Potremmo tradurre la locuzione con “pregiudizio di conferma”. In pratica, siamo portati a confermare un’ipotesi tramite prove a favore, piuttosto che cercare di prendere in considerazione evidenze contrarie. Il confirmation bias tenderà quindi a farmi prendere come buone solo le informazioni che confermano l’idea verso cui sono pregiudizialmente orientato, scartando così ogni ipotesi alternativa. Mi indurrà a ricercare e raccogliere tutti i dati che la supportano, rifiutando o sminuendo le informazioni contrarie.”





































