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R di rassegna

“Tre dipendenti della catena Pam sono stati licenziati dopo non aver superato il cosiddetto “test del carrello”, una verifica a sorpresa in cui ispettori interni, travestiti da clienti, nascondono prodotti nel carrello per simulare un furto e controllare se il cassiere lo segnala. Il caso ha coinvolto un 62enne impiegato in un punto vendita del centro commerciale Porta Siena e due lavoratori di Livorno con oltre vent’anni di anzianità; tutti sono stati licenziati per «giusta causa» dopo la contestazione disciplinare. […] “«è ormai evidente la volontà dell’azienda di colpire una specifica fascia di dipendenti: lavoratrici e lavoratori con anzianità significativa, età anagrafica elevata, titolari di legge 104 o con limitazioni su salute e sicurezza».”

La spesa pubblica non è neutra, ma è lo strumento con cui il governo realizza la propria visione di società. E la nuova finanziaria approvata dal governo di Giorgia Meloni premia un numero ristretto di famiglie, eleggendo la casa a miglior luogo di cura, e puntando tutto sul lavoro non retribuito delle donne.”

“[…] (foto: Men standing with pile of buffalo skulls, Michigan Carbon Works, Rougeville MI, 1892. Burton Historical Collection, Detroit Public Library). Migliaia di teschi ammassati uno sull’altro, come un monumento clamoroso all’annientamento. Questa è una delle immagini più rappresentative della storia americana. Una fotografia in bianco e nero, scattata alla fine dell’Ottocento. Una montagna di crani di bisonte, a testimonianza del potere di chi vi poggia i piedi in cima. I coloni bianchi, nella conquista dell’ovest, avevano capito che questo era l’unico modo per spezzare la resistenza degli indigeni e spingerli ad abbandonare quelle terre. E lo sterminio deliberato di quelle mandrie serviva allora, non solo a distruggere le economie native, ma a cancellare ogni possibilità di sussistenza autonoma. Senza animali da cacciare, senza pelle per coprirsi, senza carne per sopravvivere, i popoli indigeni furono spinti alla resa. […] Chi sopravvive, lo fa spesso non grazie alla giustizia, ma alla carità condizionata. Alla provvisorietà di un aiuto che non modifica le cause strutturali, ma le normalizza. La fame come governance è una gestione del disastro che mantiene il disastro attivo.”

“Ma, a mio avviso, il pericolo maggiore è dentro di noi: il famigerato confirmation bias. Potremmo tradurre la locuzione con “pregiudizio di conferma”. In pratica, siamo portati a confermare un’ipotesi tramite prove a favore, piuttosto che cercare di prendere in considerazione evidenze contrarie. Il confirmation bias tenderà quindi a farmi prendere come buone solo le informazioni che confermano l’idea verso cui sono pregiudizialmente orientato, scartando così ogni ipotesi alternativa. Mi indurrà a ricercare e raccogliere tutti i dati che la supportano, rifiutando o sminuendo le informazioni contrarie.”

  • Writing is thinking su Nature (16/06/2025)

“Affidare la scrittura ai modelli linguistici equivale ad AFFIDARE AD ALTRI IL PROPRIO PENSIERO. Scrivere ci obbliga a pensare — non nel modo caotico e non lineare in cui la nostra mente tipicamente vaga, ma in modo strutturato e intenzionale.” (The Culturist)

A di articolo | Diritto alla casa

Bagnato dalle acque del torrente Sangone, Benaisco è uscito dall’anonimato per un fatto a dir poco molesto e insopportabile per chi – come l’assessore della Regione Piemonte Maurizio Marrone – è del partito meloni-non-commestibili. All’accaduto sono dedicati pochi articoli seo-orientend, però – ecco – vale la pena d’esser noto e notato.

Una donna algerina ha chiesto assistenza legale all’Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) dopo che, sempre in quel di Beinasco, le era stato dapprima assegnato un alloggio di edilizia popolare, per poi essere successivamente revocato. La ragione di tale privazione – oltre tutto di un bisogno primario – è da ricercare nella modifica alla normativa regionale sulla casa, entrata in vigore l’anno scorso, che esclude infatti dalle graduatorie gli stranieri che non hanno un’occupazione. Così, poco prima della consegna delle chiavi, l’assegnazione le viene de facto annullata.

Su ricorso dell’Asgi, però, il Tribunale di Torino ha giudicato quella stessa norma discriminatoria, ordinando alla Regione di restituire l’alloggio all’assegnataria. Non solo. Il giudice – secondo quanto riporta l’Asgi – «ha altresì sollevato questione di costituzionalità chiedendo alla Corte Costituzionale di cancellare la norma, anche per contrasto con il principio di uguaglianza ex art. 3 Cost. essendo del tutto irragionevole che proprio la condizione di disoccupazione, che esprime una condizione di bisogno più elevato, diventi, per i soli stranieri, ragione di esclusione».

A questa donna la stampa ha affibbiato lo pseudonimo arabeggiante di Laila Haddad, in non pochi però accosteranno il suo nome a un detto piemontese che suona così «A forsa ‘d nuiusé cáich cos a s’ gava sempre» (a forza d’importunare qualcosa si ottiene).

Osservatorio O.F.W | R di rassegna

Non lo sapevo, ma il termine “marittimo” oltre a essere un aggettivo può assumere la funzione di sostantivo. In quest’ultimo caso, “marittimo” indica genericamente chi lavora nell’ambito della marina mercantile o presso strutture e/o infrastrutture nautiche o portuali. Esso dunque si discosta dal termine “marinaio” proprio per l’ampiezza del suo significato: non solo si riferisce al personale di bordo, ma comprende tutti quei lavoratori e tutte quelle lavoratrici che operano presso i porti sulla terraferma o nei servizi tecnici nautici.

@Rappler ha diffuso la battaglia di un marittimo filippino che – conscio della discriminazione salariale tra lavoratori europei ed extra-europei – ha convinto l’Istituto olandese per i diritti umani a emettere un parere secondo cui tutte le nazionalità a bordo delle navi olandesi devono ricevere parità di retribuzione ed equo trattamento.

Nella lettera interroga così l’Istituto: “per quale motivo percepisco meno della metà dei miei colleghi olandesi? È per la mia provenienza? È a causa del colore della mia pelle?”. Non conosciamo il suo nome, ma – di certo – ne possiede tanti: stando agli ultimi dati (2023) del Consiglio marittimo baltico e internazionale (BIMCO) le Filippine sono il più grande paese fornitore di marittimi al mondo.

© rappler.com